MILANO - Il ministro dell'Interno e dirigente della Lega, Roberto Maroni, è indagato dalla Procura di Milano per l'ipotesi di reato di «violazione della legge sul finanziamento dei partiti» in un fascicolo trasmesso da poco più di un mese per competenza territoriale alla Procura di Roma.
Oggetto dell'indagine è la natura della «consulenza non scritta» fatturata a chi nel 2007-2008 pagò «60 mila euro» a lui e «14mila euro» a «Isabella Votino, assistente di Maroni»: si tratta di Franco Boselli, manager della Mythos Business Development, comparto di «pubbliche relazioni» per il gruppo di fiscalisti Mythos di Giuseppe Berghella e Angelo Mainardi nel grattacielo Torre Velasca, arrestati nel 2008 come artefici, «per le società loro clienti, di una sistematica evasione fiscale» (2 sono a giudizio, 11 hanno patteggiato risarcendo 21 milioni, e pende un sequestro preventivo fino a 290 milioni).
Quindi lui (non era ministro ai tempi) ci ha assistito per un certo periodo nel dire come potevamo muoverci, quali potevano essere i target ideali, se era meglio parlare a livello di Comune, di Provincia, di Regione, dove potevano essere gli interlocutori tecnici e decisori».
Il pm Gaetano Ruta chiede lumi sul contenuto della consulenza di Maroni fronte dei 60mila euro fatturati, e Boselli prospetta: «Essendo un legale e un amico e un esperto di situazioni del pubblico, Maroni mi aveva dato un supporto nel capire quali potevano essere le disposizioni di legge sulla gestione delle strade, dell'energia, di tutto quello che è lineare, perché io possa avere misure di tipo volumetrico che sono gli immobili o lineari che sono le strade, i fili, i tubi.
Fonte: www.corriere.itBologna